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Fanna

Stato: bandiera Italia
Regione: Stemma Friuli-Venezia Giulia
Provincia: stemma Pordenone
Coordinate: 46°11′0″N 12°45′0″E / 46.18333°N 12.75°E / 46.18333; 12.75
Altitudine: 274 m s.l.m.
Superficie: 10 km²
Abitanti:
1.574 04-2009 (ISTAT) 
Densità: 157 ab./km²
Frazioni: Borgo Sottila, Madonna di Strada 
Comuni contigui: Arba, Cavasso Nuovo, Frisanco, Maniago
CAP: 33092
Pref. telefonico: 0427
Codice ISTAT: 093020
Codice catasto: D487 
Nome abitanti: fannesi

Fonte   http://it.wikipedia.org/wiki/Fanna
 

Accenni storici sul Comune di Fanna (Pn)
Sul Toponimo “Fanna” non si hanno notizie sicure: alcuni studiosi infatti lo fanno derivare da “Fanum” (= tempio o bosco/luogo sacro); altri dalla famiglia Fannia o Fania (trasferita in questi luoghi da Roma), da cui trae origine forse anche il nome di Fagagna.
In ogni caso, secondo lo storico Liruti, il castello di Fanna (nominato anticamente “Arx Micae”, cioè “Roccaforte sul Mizza”) esisteva già prima del VI secolo, così come i castelli di Caneva, Polcenigo, Aviano, Montereale, Maniago, Meduno, Toppo, Solimbergo, Spilimbergo, Castelnovo, Pinzano, Ragogna ... tutti posti a difesa della zona pedemontana, attraversata dalla strada detta “Vastata Ongarorum” (“Ongaressa” per la denominazione popolare).
Il comprensorio pedemontano, dove ora sorgono Fanna, Cavasso Nuovo (già Fanna di Sopra) e Maniago, era abitato anteriormente alla conquista romana da popolazioni di origine celtica. Nel periodo augusteo questo territorio era sicuramente parte della Regione X “Venetia et Histria” con capitale Aquileia.
Le prime notizie dell’esistenza della Chiesa San Martino di Fanna risalgono alla metà del secolo VIII; infatti questo luogo, circondato da selve, fu prescelto da San Anselmo (Duce del Friuli e figlio di Re Rachis) per erigervi un monastero e la cappella dedicata a San Martino verso l’anno 750 d.c.
Si attribuisce infatti ai Longobardi, convertitisi al Cristianesimo, la ripresa della diffusione della fede in questi luoghi della Pedemontana dopo le distruzioni e le rovine causate dalle invasioni barbariche e dall’esercito di Odoacre.
Secondo Pré Antonio Purliliese, che fu vice-abate a Fanna tra il 1508 e il 1532, il monastero di suore sorse nel secolo XI circa, per iniziativa di una nobildonna dei Prata-Porcia che, dopo essere rimasta vedova di un discendente dei Polcenigo-Fanna, destinò le proprie fortune alla costruzione di un convento femminile. Circa 100 anni dopo, a causa della peste, morirono tutte le suore tranne la badessa che, recatasi in pellegrinaggio a Roma, sulla via del ritorno, fermatasi nell’Abbazia Benedettina di S. Maria di Pomposa, decise di donare il proprio monastero di Fanna alla prestigiosa istituzione (correva l’anno 1153).
La cessione della potente Abbazia di Fanna diede luogo a non poche controversie che si prolungarono nei secoli, tanto da provocare l’intervento di ben due papi, Alessandro III e Lucio III. In ogni caso, con la bolla di papa Lucio III del 1186, venne sancita la competenza per la giurisdizione temporale sui beni pomposiani al preposto di S. Martino.
La seconda metà del XII secolo segna il periodo di maggiore splendore per S. Martino di Fanna dove l’abbazia di Pomposa estendeva la propria competenza anche “in spiritualibus”.
Nel 1338 Pomposa ribadì i propri diritti e, tra le altre disposizioni, diede anche quella di apporre alla porta della chiesa di S. Martino lo stemma pomposiano: una stella gialla in campo azzurro con la sigla dell’Ordine, sottolineando con ciò la propria giurisdizione sia temporale sia spirituale.
Infine, dopo alterne vicende e dopo la costituzione nel 1586 della Parrocchia di S. Martino di Fanna con la bolla di papa Benedetto XIV, del 1746, l’Abbazia di San Martino fu soppressa ed i suoi beni patrimoniali passarono al Seminario diocesano di Portogruaro, fondato all’inizio del XVIII secolo.
Attorno al monastero, poi abbazia, si sviluppò l’abitato dell’odierna Fanna di Sopra, che costituiva la Pieve di S. Remigio (ora Cavasso Nuovo). Entrambi gli abitati, però, formavano un’unica giurisdizione civile sotto i Conti di Polcenigo-Fanna e venivano indicati con il comune toponimo di “Fanna”.
I Conti di Polcenigo conquistarono il feudo di Fanna dopo il 1000, in una guerra contro il Patriarca di Aquileia. Nel 1600 raggiunsero l’apice del loro splendore ottenendo anche il titolo di Conto Palatini e di Marchesi di Mizza; in tale secolo il maniero venne sostituito dal sontuoso “Palazat”, che troneggia in Piazza Plebiscito a Cavasso Nuovo.
La storia più recente di Fanna è stata strettamente legata all’emigrazione e appena attorno agli anni ‘50 questo fenomeno si attenua fino a non costituire più il problema di un tempo.
Intorno agli anni ’30 Fanna contava circa 5.000 abitanti, ora ne conta 1.500 appena e, fra questi, molti sono gli immigrati da altre località (soprattutto montane).
Nello stesso periodo Maniago contava 6.000 abitanti, mentre ora ne ha circa 10.000.
Già nel secolo XVIII i terrazzai ed i mosaicisti di Fanna erano largamente conosciuti in Francia (Parigi); acquistarono gran nome nel secolo XIX per la costruzione di pavimenti ornati e a mosaico in Veneto, Lombardia, Francia, Austria, Ungheria, Russia ed America; agli inizi dello scorso secolo l’emigrazione si dirigeva soprattutto in Austria e Germania; taluni si spingevano fino in Giappone, Transvaal, Sud Africa, Australia, Nuova Zelanda, Cuba, Spagna, Inghilterra, Olanda, Canada.

LUOGHI:
Chiesa parrocchiale dedicata a San Martino:
edificio neoclassico costruito agli inizi dell’ottocento su progetto di Stefano Marchi di Stevenà; affrescata da G. Carlo Bevilacqua nel 1829 con tre riquadri sul soffitto della navata (Cristo risorto, la discesa dello Spirito Santo, la consegna delle chiavi). Nell’abside un dipinto del peota-pittore-patriota Vittorio Cadel (+1917) rappresenta Cristo che cammina sulle acque. La pala di San Martino è opera del pittore fiammingo Giovanni Moro (1662). Gli stalli del coro offrono pregevoli intagli (sec. XVII).
Santuario di Madonna di Strada:
costruzione antichissima nota anche come Santuario della Madonna di Strada o Santa Maria di mercadello fin dal 981. E’ considerato dagli storici il più antico santuario mariano del Friuli.
Pare che l’attuale santuario, almeno nelle sue principali mura, sia stato innalzato nel 1356 su commissione di Giovanni Malagrini, possidente di Fanna, ...in remissione dei suoi peccati e affidato al piovano di San Remigio (ora Cavasso Nuovo). Solo nel 1757 una ducale di Francesco Loredan sanzionò la dipendenza di Madonna di Strada dalla Parrocchia di Fanna.
L’edificio ha subito molti rifacimenti fra il 1400 e il 1700, tanto che si pensa che della vecchia chiesa sia rimasta l’attuale abside con l’affresco dell’Annunciazione.
Il campanile e la sacrestia sono stati edificati nel 1733.
La chiesa, nello stato attuale, fu costruita negli anni 1886-1899 quale moto spontaneo dei popolani di Fanna.
Il soffitto fu affrescato dal poeta-pittore-patriota Vittorio Cadel (1884 +1917) con una scena dell’Incoronazione della Vergine e quattro medaglioni di Santi.
La statua policroma oggi venerata dai fedeli è attribuibile al Pilacorte (sec. XIV) e rappresenta Maria che sorregge il Bambino con in mano una pergamena su cui è scritto “Io sono la vita”. La tradizione recita che sia un “ex voto” elargito da un castellano dei Signori di Polcenigo, salvatosi a stento da una piena improvvisa del vicino torrente Colvera.
Sembra che alla fine del 1400 la chiesa fosse del tutto cadente e l’immagine di Maria abbandonata. La leggenda narra, infatti, di un ritrovamento della statua in mezzo ai cespugli e di tre tantativi di portarla nella Pieve di San Remigio, che immancabilmente si risolvevano con l’immagine ritornata sulle rive del Colvera. Preso come segno della volontà della Madre di Gesù, i fedeli ricostruirono la chiesa ed il Santuario rifiorì.
Chiesetta di San Silvestro:
costruzione devozionale assegnata al XVII secolo, eretta in sassi e poi intonacata, fu ristrutturata negli anni venti e nel dopoguerra; riparata di recente con interventi conservativi.
All’interno un unico altare intagliato con le esecuzioni dei Comuzzi; vi è inserita una pala dipinta (1650 ca.) raffigurante i Santi Silvestro, Lorenzo, Giovanni e Valentino.

Casa della Pasquina (ex convento delle suore)
Ex Asilo con annessa chiesetta di S. Teresa
 

Fonte http://www.comune.fanna.pn.it
 

Le strutture ricettive del comune
AL GIARDINO (3 Stelle)
Via Circonvallazione Nuova, 3
Fanna
Tel. 0427 77178 - Fax 0427 778055
Albergo con piscina / Ristorante
25 Camere , Letti 49, Bagni 25

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Comune di Fanna - http://www.comune.fanna.pn.it/
Panoramica del paese, calendario manifestazioni, scuole, servizi ed uffici dell'amministrazione comunale.
Albergo ristorante al Giardino. - http://www.algiardino.com/
A 3 stelle. Presenta servizi ricettivi e di ristorazione, parco giardino annesso, recapiti.
Calkos - http://www.calkos.com/
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