|
Arte,
storia, cultura, ambiente: numerosi in zona gli
insediamenti preistorici delle età del Bronzo e del
Ferro, come le località Castellet, Castelir di Pieve
(sicuramente un castelliere), San Cristoforo, ma
soprattutto Santa Rufina di Palse, dove recentemente
è stato portato alla luce un villaggio paleoveneto,
il più importante insediamento dell'età del Ferro in
tutto il Friuli occidentale (IX-VIII secolo A.C.).
Indubbia pure la romanità attestata dai toponimi, da
ritrovamenti fittili e numismatici, dalle fondamenta
tardo romane del castello. Documentato dall'XI
secolo, da allora a oggi esso fu ininterrottamente
dimora della famiglia dei Porcia e Brugnera, la più
antica e importante di tutto il Friuli, imparentata
con i da Romano, i da Camino, gli Scaligeri, i
Torriani, i Visconti, i Colloredo, i Fugger e dal
1662 principi del Sacro Romano Impero. Nel corso di
questo millennio di storia, il primitivo Castrum de
Porcileis stato oggetto di molti ampliamenti e
modifiche e risultato un complesso originale e di
alto interesse. Gli sta accanto la neogotica
parrocchiale di San Giorgio (attestata nal 1262,
riedificata nel XVI e modificata nel XIX secolo) che
custodisce lacerti di affreschi del XVI secolo, una
pala di F. Figini detto da Milano (1515) in altare
dorato coevo, una pala di Palma il Giovane (1621),
un pregevole coro ligneo del pordenonese N. Pensi di
Roraigrande (1631), un battistero ligneo secentesco
attribuito ad A. Ghirlanduzzi, quattro grandi tele
(destinate un tempo a chiudere l'organo) di
J.Fischer e un bassori lievo funebre di
P.Miglioretti (1850). Singolare il vicino campanile
del 1488, nato per emulare quello di San Marco a
Venezia ma forzatamente interrotto a soli 44 m e
malamente concluso. Nel centro storico si possono
ammirare la Porta di Sopra o dell'Orologio, con
merlature ghibelline (XIII secolo), alcuni palazzi
dei secoli XVI, XVII e XVIII (come il Gherardini,
con notevole parco, il Fresco - De Mattia, il
Feudo), alcuni angoli medievali, i lacerti delle
antiche mura, la loggia, in cui si amministrava la
giustizia (rimaneggiata nel XVI secolo) ed infine,
sulla piazza principale, la chiesa dell'Assunta
(fondata dalla confraternita dei Battuti nei secoli
XIV e XV e rimaneggiata nel 1555 e nel 1892)
affiancata dal curioso campanile con cuspide in
cotto. Notevoli le opere d'arte che la chiesa
custodisce, tra cui un paio di sculture lignee, una
tela di Francesco da Milano e vari affreschi del XVI
secolo, due altari lignei (forse di A. Ghirlanduzzi)
e una pala attribuita ad A. Vicentino risalenti al
XVII secolo. Nell'immediata periferia est, sulla
vecchia strada per Pordenone, oltre la torre della
Colombera, nascosti dal verde di un antico parco (xv
secolo), in località Roraipiccolo, ci sono due
gioielli: la scenografica villa Correr-Dolfin (XVII
secolo), situata in un ambiente di tutto riguardo
(il parco, il prato, l'intatta cintura a muro di
sasso, la barchessa, la cappella coeva con tre belle
statue lignee per le quali si fatto il nome di A.
Brustolon, i poveri ma suggestivi resti della villa
Gabelli) e l'antichissima chiesetta di San Agnese (XIII
secolo, con accanto la nuova - 1930 - di D. Rupolo),
che racchiude, oltre ad anonimi affreschi dei secoli
XIV e XVI, anche un affresco di G.A. Pordenone che
funge da pala (inizio XVI secolo). A ovest, in
località Pieve di Palse vi è la chiesa di San
Vigilio, tra le più antiche della zona, che malgrado
le modifiche seicentesche conserva lacerti di
affreschi dei secoli XIV e XV, oltre ad opere più
recenti come l'acquasantiera di A. Pavanello (1643).
A Talponedo, merita una visita l'elegante tempietto
settecentesco di San Michele Arcangelo, con opere
d'arte lignee e lapidee, che deve la sua fama al
fatto di aver avuto accanto un ospedale -ospizio
attestato ancora nel 1210 e passato poi ai Cavalieri
Templari e ai Gerosolimitani, o di Malta, ai quali
appartenne fino al XIX secolo. Nel seicentesco
oratorio di San Giuseppe di Spinazzedo si trovano un
acquasantiera di A. Pavanello (1607), un bel
palliotto a bassorilievo (1698) e una pala di G.
Buzzi (XVIII secolo).
|