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La
Sacile che oggi è dato vedere risale all’età
rinascimentale e moderna, che è anche l’età dell’oro
della Repubblica Veneta, alla cui "serenissima"
ombra la città-porta del Friuli si sviluppò, a
partire dal 1420.
Pressoché invisibili, invece, e a malapena
immaginabili, sono le vestigia più remote o magari
primitive: quelle che fecero della città, posta in
luogo strategico, all’incrocio di una strada regia
con un fiume navigabile, sia un florido emporio
commerciale che una munita piazzaforte dello stato
patriarcale friulano.
sacile
Evidentemente ci fu, nel trapasso dall’età medievale
a quella moderna, un radicale "rimescolamento"
urbanistico, che spazzò via innanzi tutto i
castelli, forse anche qualche torre, il porto, il
primitivo duomo, l’ospedale, quindi le pericolose
strutture lignee, gli archi gotici, le volte a
botte, i barbacani e i rivellini, le rughe o calli,
e diede vita in compenso a sontuose dimore, a più
robuste mura difensive, alla loggia pubblica, a un
nuovo imponente edificio di culto, al fondaco, alle
porte, ai borghi periferici… Cercare oggi tracce
della Sacile medievale, ovvero patriarchina, sotto o
dietro la spessa coltre della ricostruzione moderna,
ovvero d’ispirazione veneziana, è impresa assai
ardua. Eppure, nonostante il precario linguaggio
delle testimonianze archeologiche e l’assenza di
attestazioni scritte anteriori al 1100 circa, sono
molti gli indizi che rimandano all’età altomedievale,
e più esattamente all’VIII secolo, la nascita di
Sacile.
Se pensiamo al fiume, già Plinio, in età romana,
dichiara il Livenza nascente "ex montibus
opiterginis", essendo il territorio altoliventino
allora soggetto all’amministrazione di Oderzo.
Alcuni secoli dopo, nel 667, il longobardo re
Grimoaldo distrusse la bizantina città di Oderzo e
ne divise l’agro tra i vicini; l’alto corso del
Livenza pervenne così a fare da confine, grosso
modo, tra la nuova amministrazione di Ceneda (oggi
Vittorio Veneto) e il Friuli. Passa un altro quarto
di secolo e nel 692 si registra uno scontro tra il
ribelle Alachis e le truppe fedeli al re Cuniperto
provenienti da Cividale, capitale del ducato
friulano; teatro della battaglia è il bosco di
Cavolano, presso il ponte sul Livenza. Lo storico
Paolo Diacono, che segnala il fatto e che mal
conosceva comunque la parte occidentale del ducato,
non menziona Sacile. Un’omissione naturalmente non è
una prova assoluta, ma si può anche supporre che la
città ancora non esistesse; poiché, però, è alquanto
probabile che il ponte e la relativa strada
passassero per dove è ora Sacile, se ne deduce che
la giurisdizione del castello di Cavolano, che diamo
per eretto a quel tempo e che era situato poco più
sotto, si spingeva fino al ponte citato, oltre il
quale si apriva la giurisdizione del castello di
Caneva, pure imposto dai longobardi a difesa del "limes"
occidentale................................................................
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