|
Capoluogo del Sanvitese, San Vito al Tagliamento,
già nell’antichità luogo legato ad un fiume e aczone
di risorgive (facile quindi all’insediamento), ha
restituito negli ultimi cinquant’anni anni
testimonianze risalenti anche al Mesolitico ed al
Neolitico. La collezione di reperti archeologici,
risultato di campagne di scavi e ritrovamenti di
superficie, è conservata nelle sale del museo civico
archeologico “Federico De Rocco” situato e
visitabile al secondo piano della torre medievale
“Raimonda”. Il territorio ha conosciuto poi la
dominazione romana e quella longobarda, ma la vera
svolta è avvenuta con la influente presenza
patriarcale prima e con l’occupazione veneziana poi,
che ha conferito alla cittadina un assetto nuovo,
molto vicino a quello odierno.
In questa terra, vicina tanto a Venezia quanto ad
Udine ed ad Aquileia, molto rimane di quello che i
Patriarchi vollero, grazie all'amministrazione delle
proprie terre e al desiderio di autocelebrarsi ma
anche di ingentilirsi gli abitanti al loro servizio.
I loro interventi e le loro committenze puntavano
proprio a colpire gli animi di quest’ultimi, e così
ogni chiesetta dal centro alla periferia porta
ancora un affresco o un decoro, raffigurazioni di
scene sacre, soprattutto di devozione mariana o di
Santi protettori o semplici abbellimenti che
potevano quietare gli animi più duri. L’ultimo
importante intervento fu intrapreso da colui che fu
l’ultimo Patriarca, Daniele Delfino (Venezia 1688 –
Udine 1762): la ricostruzione del Duomo, omaggio ad
una comunità che stava crescendo.
La venuta veneziana lascerà tracce di sé con bei
palazzi e giardini nel centro di San Vito,
sostenendo e potenziando uno sviluppo
architettonico, artistico e culturale ed
influenzando anche la lingua. Il centro entro le
mura rimarrà veneto per secoli fino ad oggi, mentre
il radicato dialetto friulano sopravvivrà solo nelle
campagne limitrofe. Il dominio veneziano cesserà nel
1797 con l’arrivo delle truppe napoleoniche.
Dopo periodi difficili, quali furono i moti di
rivolta e le guerre di indipendenza, nel 1866 San
Vito fu annesso al nuovo regno d’Italia. Altre
guerre insanguinarono la storia mondiale come quella
locale, non un ultimo un dopoguerra caratterizzato
da una forte emigrazione ma anche subito dopo, una
rinascita. Ed ecco San Vito oggi, viva di una realtà
industriale ed economica, ricca di appuntamenti
culturali che fanno rivivere tutte le sue
innumerevoli bellezze..........................................................
|