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Quanto
all'etimologia del nome di Vivaro (Vivarium nei
testi più antichi) è indubbiamente di origine
romana.
Purtroppo dei tempi, prima del mille si sa poco e
bisogna arrivare al X° secolo per trovare citato
Vivaro, quando nel 976 l'imperatore Ottone II°
faceva donazione al Patriarca di Aquileia anche
della "pieve di Maniago" dalla quale Vivaro
dipendeva.
Nell'872 i Vivaresi avevano costruito una chiesa
all'interno dell'antica "cortina".
Cortina riprodotta nella mappa del 1606.
La cortina era una specie di fortilizio circondato
da un fosso d'acqua con dentro le abitazioni, i
depositi, le armi e con un ponte levatoio che ne
permetteva l'isolamento durante i passaggi delle
frequenti invasioni.
Non diversa l'origine delle frazioni di Basaldella
(piccola chiesa) e Tesis (tese per la cattura degli
uccelli), Paolo Goi - Vivaro Basaldella e Tesis
Memoria per immagini -, comunità nate e sviluppatisi
sul percorso della stessa strada dei guadi.
L'attuale parrocchiale di S. Maria Assunta di Vivaro,
un elegante ed imponente edificio in stile
neoclassico risale al 1810. La chiesa di Basaldella
con abside e presbiterio 1495 e navata del 1772
mostra due bellissime pale di Gaspare Nervesa,
pittore del 1600.
A Tesis (ovvero Thesis, come nei documenti antichi)
la chiesa è stata costruita tra la fine del 1700 e
gli inizi del 1800 e conserva un pregevole fonte
battesimale ed una bella acquasantiera del 1529.
La tradizione: i sassi dei nostri torrenti sono
stati l'elemento caratterizzante delle abitazioni
locali.
Le vecchie costruzioni sono state costruite in sasso
naturale o squadrato a seconda delle disponibilità
economiche del momento.
Gli edifici in sasso manifestano una grande coerenza
con i territorio che li circonda.
I giovani hanno compreso la valenza culturale del
sasso e ora cercano di riportarlo alla luce sugli
antichi muri.
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