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Il
territorio zoppolano fu certamente abitato sin dai
tempi preistorici da genti proto-indoeuropee,
euganee, gallo-carniche, ecc. Ne fa fede tanto il
ritrovamento di reperti archeologici attribuibili a
varie epoche (età della pietra, del ferro) che si
rinvengono tuttora presso Orcenico di Sopra, a nord
di Castions, presso Murlis, nei dintorni di Zoppola,
ecc., quanto la conservazione di toponimi: Zoppola
(dal celtico 'zaupo' = "fossa incavata" o
"abbeveratoio"), vari Castellaria-Castellir (opere
difensive costituite perlopiù da isole fluviali
fortificate a Murlis, a Castions, a Orcenico di
Sotto, a Poincicco, ecc.), i nomi di alcuni fiumi
ascrivibili a linguaggi prelatini, quali il Sile, la
Gromania, la Meduna, la Cellina, ecc.
Nel 40 a.C. i Romani, dopo che ebbero fondato
Aquileja, Zuglio e Cividale per contrapporsi
all'avanzata gallica dei Taurisci-Norici, decisero
di dedurre una nuova città-fortezza, che chiamarono
Julia Concordia.
Dotata di un proprio agro parcellato e popolato da
coloni (centurioni-milites e liberti), di quel
periodo rimangono testimonianze in toponimi quali
Cusano, Villa Romana di Zoppola, Orcenico di Sopra e
di Sotto, la strada Romana o Levada ed un
fantomatico scomparso Saccogliano/Savigliano (presso
l'attuale Poincicco); molte le vestigia fittili
rinvenute. Più tardi, durante il periodo delle
invasioni barbariche, furono creati gli abitati
fortificati di Castions (= "piccolo fortilizio",
ossia stazione di vedetta del periodo franco),
Murlis (da 'murulus' = "centa muraria"), ed altresì
le cente di Ovoledo e Cevraja. Intorno al X secolo
vi furono poi le lagrimevoli incursioni degli ungari,
che provocarono morte e distruzione.
Per ovviarvi, i Patriarchi di Aquileja chiamarono a
ripopolare la zona genti slovene, ponendovi a
comando loro affiliati (di estrazione austriaca). Ne
sono ricordo toponimi sloveni come Blatis, Lascs,
Lis, Lonca, Mussila, Poljanuzza, Poincicco, Rupa,
ecc., disseminati qua e là.
Il primo documento noto nel quale si accenni a
Zoppola rimonta al 1103, allorché Saxone ed Alpuino
(Alboino) de Zaupola di legge longobarda acquistano
alcuni beni da Wbaldo et Johannes (Giovanni) di
Castelon. In quei secoli il territorio comunale era
legato all'enclave asburgica di Cordenons-Pordenone,
tanto che si sentì l'esigenza di erigere un nuovo
fortilizio (castello di Zoppola), e la cui
consistenza documentata alla fine del '200 era data
da una torre a tre livelli provvista di scala
retrattile, una casa di muro ed altre di legno. Dopo
un periodo di tormentate vicende storiche, il
maniero (nel frattempo ingrandito e dotato di
triplice cinta difensiva acquea) passò, per linea
femminile, dalla originaria casa di Zoppola, ai
Valvasone ed ai Prodolone-Mels, politicamente
avversari fra loro. Per dirimere le questioni si
intromise l'influente Patriarca di Aquileja Antonio
Panciera, che lo acquistò per sé e fratelli nel
1405, e fu loro conferito il titolo comitale
palatino (oggetto di molti scontenti fra l'antica
nobiltà della Patria).
I discendenti tuttora detengono ed abitano la
signorile dimora. Da quel periodo in poi, con la
caduta della Patria e l'avvento del dominio
veneziano, si ebbe un periodo di relativa calma
negli eventi bellici. Tuttavia molte furono le
vessazioni che la Serenissima inflisse al Friuli,
principalmente con la privatizzazione ed alienazione
delle terre comuni (Comùgnis), l'abbattimento dei
boschi pubblici, le eccessive imposizioni, la
stipula di contratti capestro fra la nuova classe
dirigente ed il contado, che fu ridotto in estrema
miseria e povertà.
Ne scaturirono i moti della "crudel zobia grassa"
(giovedì grasso del 1511), che investirono anche la
signoria locale.
Quanto all'abitato di Castions, che non fu mai sede
comitale, rimase per un periodo feudo dei di
Pinzano, indi dell'abate di Moggio, e dal XV secolo
in poi dei Porcia.
Il castello di Cusano fu eretto dal casato omonimo
su concessione del Vescovo di Concordia nella
seconda metà del '200; passò indi ai di Prampero,
poi ai Gubertini ed infine ai Formentini; poteva
contare su una poderosa centa acquea (il fiume
Fiume), ponti levatoi su cui si esigeva pedaggio,
centa murata con borgo, una chiesa dedicata a
S.Leonardo, mulino, ecc. Già all'inizio dell'800
versava in parziale abbandono, ed il tutto venne
demolito poco dopo per far spazio alla linea
ferroviaria Udine-Venezia.
L'occupazione francese del Friuli, l'annessione
all'Impero Austriaco e la definitiva unione al Regno
d'Italia (avvenuta nel 1866) ha portato all'attuale
assetto del Comune, composto dalle tre precedenti
entità feudali di Zoppola, Castions e (parte di )
Cusano.
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